Io credo in Dio Padre

Quando parliamo di “Dio Padre”, intendiamo la prima persona della Trinità divina oppure, come lo espresse l’Apostolo: “Il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo”(p.es. 1a Pietro 1:3). Qui non si tratta di un concetto filosofico su Dio, ma di come Egli si fa conoscere per mezzo della Sua Parola e infine anche per mezzo del Suo Figlio, Gesù Cristo. Si tratta qui di Dio, che ha stabilito un rapporto con le Sue creature e che è adorato dalla Sua chiesa cristiana.

Certo che, per tante persone, il credere è un grande problema. Ci sono molti che negano l’esistenza di Dio. Ma anche quest’opinione è un tipo di fede e non un fatto provato. Si esprimono così perché è loro convinzione personale che Dio non esista. Però qui si confrontano semplicemente due credi. Dobbiamo ammettere che non c’è una prova definitiva per ciascuna delle due asserzioni: né che Dio esista, né che Dio non esista. Qui la logica umana tocca i suoi limiti.

La fede nell’esistenza di Dio si basa su un solido fondamento, ma non può essere “provata”.

Purtroppo la cultura occidentale non si sta soltanto allontanando dal cristianesimo, ma addirittura lo combatte. Dobbiamo dunque prepararci perché le nostre convinzioni di fede saranno contrastate sempre di più. Eppure, questi attacchi né provano né smentiscono che le nostre convinzioni sono vere o false. È possibile che la gente ti derida perché credi a Cristo e forse sarai anche considerato un ingenuo o un credulone, ma tutto questo non prova per niente che il contenuto delle tue convinzioni sia falso. Se subisci tali ostilità, ricerca la comunione di altri cristiani della tua convinzione per essere incoraggiato e rafforzato. Diventerai così membro di una comunità locale che considera la Parola di Dio fondamento della fede. Sarai in tal maniera rafforzato dalla fede degli altri e, viceversa, tu rafforzerai la fede loro (vedi Ro 1:12).

Dio, il Padre

Se parliamo di Dio Padre, scartiamo il concetto che Dio sia una forza impersonale. La preghiera del “Padre nostro” è probabilmente l’esempio più famoso nel quale ci si rivolge a Dio in modo così personale (vedi Mt 6:9). Gesù addirittura si serve del termine “abba”, che esprime un rapporto ancora più intimo ed equivale al nostro “papà” (vedi anche Mc 14:36; Ro 8:15; Ga 4:6). Questo significa, dunque, che dobbiamo parlare a Dio in tal modo?

Le Sacre Scritture, nella loro integrità, ci forniscono diverse metafore per rivelarci Dio in maniera comprensibile: parlano del Buon Pastore, del Re e appunto anche del Padre. Si tratta di immagini che conosciamo nel mondo in cui viviamo e che possiamo ben comprendere e sono facili da ricordare. In più, ci aiutano ad approfondire le nostre riflessioni su Dio e sul Suo carattere.

Noi tutti ci rendiamo conto che le immagini possono esprimere più di mille parole. La Bibbia afferma in molti passi che Javé è un Dio che si cura di noi, provvede ai nostri bisogni e ci guida. Questa verità diventa ancora più comprensibile e viva, se pensiamo a Dio quale un “buon pastore”, che è una figura contenente tutte le caratteristiche menzionate.

Riflettendo su quest’immagine cominciamo anche a studiare più attentamente il carattere di Dio ed il Suo modo di agire.

L’espressione “Dio è il nostro Padre” significa che Dio è come un padre nei nostri confronti. Senza dubbio, questa metafora (come d’altronde tutte le metafore su Dio) esprime solo una parte di ciò che è Dio. Infatti, da un lato Dio è come un padre che si cura amorevolmente dei figli (vedi Mt 7:9-11), ma dall’altro Egli ha dato anche origine alla nostra esistenza, come l’ha fatto il nostro padre umano. Ne segue, dunque, che, come ciascuno di noi riflette in un certo senso l’immagine del padre terreno, le sue qualità morali e le sue caratteristiche fisiche, possiamo dire che noi “siamo creati alla immagine di Dio” (Gen 1:26-27 e Gc 3:9).

Dio, quale creatore e proprietario possiede, come un padre fisico, autorità assoluta su di noi. Egli conosce tutte le nostre debolezze e difficoltà come i nostri padri terreni. Ma già a questo punto capiamo che il paragone tra Dio e i nostri padri umani non si può fare, perché Dio è Dio, e non un uomo.

Dio si rivela a noi con metafore ed esempi del nostro mondo, perché possiamo comprenderLo meglio. Ma Dio è troppo grande per poterLo ridurre alla dimensione della nostra immaginazione e del nostro mondo. Quindi se riflettiamo su Dio come padre, allora dobbiamo sempre ricordarci che Dio è più di un padre, ma allo stesso tempo è il padre migliore che ci sia.

Ci sono molti che hanno difficoltà ad immaginarsi Dio quale Padre. Forse alcuni hanno brutti ricordi del proprio padre, o non lo hanno mai neppur conosciuto. Per questi la metafora del padre suscita pensieri diversi da quelli di premura, amore e dedizione. Se questo fosse il tuo caso, spero che le seguenti righe ti aiuteranno.

In primo luogo ricordati che la Bibbia rappresenta Dio anche come una madre terrena. In alcuni passi il Suo amore abnegato è paragonato all’amore che una madre serba per il suo bambino (vedi Is 49:15, 66:13). Se dunque hai bei ricordi di tua madre, allora cerca di capire che persino l’amore materno riflette solo imperfettamente l’amore che ha Dio per i Suoi figli. In secondo luogo, la metafora di Dio quale padre indica come i padri umani dovrebbero comportarsi. La stessa premura, gentilezza e accoglienza che Dio ci offre dovrebbe riflettersi nel carattere e nel comportamento di un padre umano verso il proprio bambino. E infine, il miglior modo per riflettere su Dio è riflettere su Gesù Cristo. Leggiamo infatti: “Chi ha visto me, ha visto il Padre.”(Gv 14:9)

Pensa all’amore, alla gentilezza e la dedizione che Gesù mostrò agli esseri umani. Questo è lo stesso amore che Dio sente per i Suoi figli e allora rallègrati che Dio è Padre per tutti coloro che, per mezzo della fede in Gesù Cristo e per mezzo dell’opera dello Spirito Santo, diventano Sua proprietà.

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